Il diaframma è il muscolo di cui si parla poco in ambito fitness generale, eppure è uno dei più importanti che abbiamo. Anzi, è il più importante, perché è il muscolo della respirazione, ma non solo.
È un muscolo posturale, digestivo, emotivo: attraversa il centro del corpo e influenza tutto quello che sta sopra e sotto di lui. E quando si irrigidisce, lo sente tutto il corpo.
Il problema è che quasi nessuno riconosce i suoi segnali, perché i sintomi di un diaframma bloccato assomigliano a tante altre cose.
I sei segnali di un diaframma bloccato
Senso di oppressione al petto
Quella specie di tensione costante al centro del torace, come se qualcosa stringesse dall'interno. Non è ansia, non è il cuore, non è necessariamente un problema cardiaco: spesso è il diaframma che non si muove come dovrebbe.
Spalle sempre tese
Il trapezio sempre contratto, il collo sempre rigido, anche dopo una bella dormita. Il motivo è meccanico: quando il diaframma perde mobilità, il corpo compensa reclutando i muscoli accessori della respirazione, cioè scaleni, sternocleidomastoideo e trapezio. Muscoli che non sono nati per respirare, ma che si ritrovano a lavorare ventiquattro ore su ventiquattro, ed ecco quella tensione cronica alle spalle che non passa mai del tutto.
Gonfiore allo stomaco
Quella sensazione di peso e pressione alta nell'addome, soprattutto dopo i pasti. Il diaframma si trova proprio sopra lo stomaco: quando è bloccato e rigido lo comprime meccanicamente, rallenta lo svuotamento gastrico e contribuisce a quel gonfiore che molti attribuiscono solo al cibo.
Dolore tra le scapole
Un fastidio sordo a metà schiena, che non si capisce bene da dove venga. Il diaframma si inserisce posteriormente sulle vertebre attraverso i pilastri diaframmatici, e quando è in tensione cronica quella tensione si trasferisce alla colonna dorsale e alla zona tra le scapole. Quasi nessuno lo collega alla respirazione, e in molti casi dipende proprio da lì.
Respiro corto
Anche a riposo, o con la sensazione che un respiro profondo non arrivi mai fino in fondo. È il diaframma a permettere ai polmoni di espandersi nella parte inferiore, quella dove lo scambio gassoso è più efficiente: se la cupola non scende completamente, l'aria resta nella parte alta del torace, in un respiro parziale e superficiale.
Dolore costale
Quel fastidio lungo il margine delle ultime costole, a destra o a sinistra, che a volte si confonde con un problema muscolare generico o con qualcosa di viscerale. Il diaframma si attacca esattamente alle ultime sei coste, e la sua tensione cronica può creare fastidio lungo tutto il margine costale.
Perché il diaframma si blocca
Ora arriva la parte che quasi nessuno considera. Le cause sono fondamentalmente due, e si alimentano a vicenda creando un vero circolo vizioso.
Lo stress emotivo
Il diaframma è il muscolo che risponde più direttamente alle emozioni: si contrae sotto tensione, si irrigidisce con l'ansia, «trattiene» nei momenti di paura o preoccupazione. Se lo stress dura da settimane o mesi, il diaframma ha imparato a stare contratto.
La postura chiusa
Una postura chiusa in avanti, le ore da seduto, le spalle curve davanti allo schermo riducono meccanicamente lo spazio che il diaframma ha per muoversi. Meno spazio significa meno mobilità, e meno mobilità significa più rigidità.
E qui il circolo si chiude:
… che portano ancora più rigidità al diaframma.
La soluzione: allenarlo come un muscolo
La soluzione non è la respirazione consapevole da sola, e non sono gli antidolorifici. La soluzione è lavorare sul diaframma come si lavora su un muscolo: mobilizzandolo, allungandolo, rieducandolo al movimento completo.
Con un allenamento pensato apposta per lui e per i muscoli che lavorano in catena con lui, primo tra tutti lo psoas. Psoas e diaframma sono collegati sia anatomicamente sia funzionalmente: lavorano insieme nella respirazione profonda, condividono le inserzioni sui pilastri lombari e si irrigidiscono insieme sotto stress.
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