Gonfiori digestivi: ecco quando la causa non è il cibo, ma l'INFIAMMAZIONE SISTEMICA
Capita mai di finire un pasto, magari anche leggero e sano, e avvertire quasi immediatamente la sensazione di aver ingoiato un palloncino? O di svegliarsi con la pancia piatta e arrivare a sera con l'addome teso e duro come un tamburo, tanto da dover allentare la cintura o sbottonare i pantaloni?
Eccome se capita! È capitato tanto anche a me: mi ricordo che già quando avevo 20 anni c'erano giorni in cui dovevo slacciare il bottone dei jeans per avere un po' di sollievo.
Spesso la reazione è automatica: "Forse qualcosa ha fatto male", "Sarà il glutine", "Forse c'è un'intolleranza al lattosio". Inizia così il valzer delle privazioni: via questo, via quello, si prende il carbone vegetale.
Magari qualcosa migliora, ma senti che il nocciolo del problema è ancora lì.
Perché succede? Perché molto spesso il problema non è cosa si è messo nel piatto, ma in che "modalità" si trova il corpo. C'è un collegamento diretto, ma spesso ignorato, tra quei gonfiori ostinati e l'infiammazione cronica di basso grado.
Perché l'infiammazione "blocca" la digestione?

Per capire cosa succede nella pancia, dobbiamo immaginare il corpo come un edificio intelligente con un sistema di sicurezza avanzato.
In presenza di infiammazione sistemica (dovuta a stress cronico, sedentarietà, inquinamento o alimentazione sbilanciata), il sistema immunitario lancia un segnale di "Allarme Rosso". Per il cervello, l'infiammazione è un segnale di pericolo imminente. E quando c'è un pericolo, l'organismo attiva il sistema nervoso ortosimpatico: è la modalità "combatti o fuggi".
Cosa accade in questa modalità? Il corpo deve sopravvivere. Quindi dirotta tutto il sangue e le energie verso i muscoli e il cuore (per scappare dal "pericolo"), sottraendoli agli organi che in quel momento ritiene secondari. Indovina qual è il primo sistema che viene "spento" in caso di emergenza? Proprio l'apparato digerente.
In pratica, quando il livello medio della tua infiammazione è un po' troppoalto, gli organi digestivi si "chiudono". Ricevono meno sangue, producono meno enzimi e la motilità intestinale rallenta drasticamente. Il cibo rimane lì, fermo, e inizia a fermentare invece di essere digerito. Risultato? Gas, tensione addominale e quel senso di pesantezza infinita. Non è il cibo il colpevole, è il "blackout" digestivo causato dall'infiammazione.
I segnali che il gonfiore è di origine infiammatoria

Come distinguere un gonfiore da indigestione occasionale da quello causato dall'infiammazione sistemica? Solitamente, quest'ultimo non arriva mai da solo. Se il corpo è in "allarme rosso", probabilmente ci saranno anche questi sintomi correlati:
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stanchezza cronica: il risveglio avviene già con fatica o si avvertono crolli energetici improvvisi (l'infiammazione consuma risorse).
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sonno disturbato: difficoltà ad addormentarsi o risvegli notturni (il cortisolo è alto).
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dolori diffusi: rigidità al collo, mal di schiena o dolori articolari che vanno e vengono.
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umore altalenante: irritabilità o ansia (l'intestino infiammato influenza direttamente il cervello).
Se ci si riconosce in questo quadro, il gonfiore è solo la punta dell'iceberg.
Come disattivare l'allarme e sgonfiare la pancia
Se la causa è l'infiammazione sistemica, il carbone vegetale o i probiotici da soli non basteranno. Bisogna convincere l'organismo che "l'emergenza è finita" e riattivare la funzione digestiva. Ecco 3 strategie fondamentali:
1. Attivare il nervo vago prima di mangiare Dobbiamo passare dalla modalità "combatti o fuggi" alla modalità "riposa e digerisci" (parasimpatico). Il modo più veloce per farlo è usare il respiro. Prima di ogni pasto, fare 5 respiri profondi diaframmatici (gonfiando la pancia), espirando molto lentamente (l'espirazione deve durare il doppio dell'inspirazione). Questo semplice atto comunica al cervello: "Siamo al sicuro", e il sangue torna allo stomaco.
2. Masticare fino a rendere il cibo liquido Sembra banale, ma se lo stomaco è "depotenziato" dall'infiammazione, non riesce a gestire pezzi di cibo interi. Masticare a lungo è una pre-digestione fondamentale che riduce drasticamente il lavoro che l'intestino infiammato deve fare, prevenendo la fermentazione.
3 Costruire un corpo più forte e sano. Più i tuoi muscoli sono forti e in forma, più il livello di infiammazione si abbassa. Avere un piano di allenamento che preveda rinforzo muscolare costante è indispensabile. Su YouTube ho fatto millemila video a riguardo, e su questo sito trovi tantissimi programmi che ti possono aiutare
3. Spegnere l'incendio chiedendo aiuto alla natura Per rompere il circolo vizioso Infiammazione -> Blocco Digestivo -> Gonfiore, spesso serve un intervento deciso per abbassare i livelli di citochine infiammatorie nel sangue. Non serve un digestivo, serve un modulatore dell'infiammazione.
Per questo abbiamo creato DE-Flam, formulato specificamente per gestire gli stati infiammatori cronici che alterano le normali funzioni fisiologiche, inclusa quella digestiva. DE-Flam non lavora sul sintomo (il gas), ma sulla causa (l'allarme infiammatorio), grazie alla sua triplice azione sinergica:
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Curcuma Meriva®: Una formulazione brevettata legata a fosfolipidi (Fitosoma®). A differenza della curcuma comune, questa viene assorbita realmente dal corpo e agisce come potente lenitivo per le mucose e a livello sistemico, aiutando a "riaprire" le funzioni digestive.
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Boswellia Serrata: Nota per la sua capacità di inibire l'enzima 5-LOX. Riducendo l'infiammazione, aiuta l'intestino a rilassarsi, riducendo quella sensazione di pancia tesa e contratta.
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Vitamina E: Protegge le cellule dallo stress ossidativo che si accumula quando la digestione è inefficiente.
Integrare DE-Flam nella propria routine significa aiutare il corpo a spegnere la sirena d'allarme. Quando l'infiammazione scende, il sistema nervoso si calma, e la digestione può finalmente tornare a funzionare come un orologio svizzero, senza gonfiori e senza pesantezza.
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