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Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di infiammazione cronica di basso grado.
È diventata quasi una parola di moda, infilata ovunque: nei titoli dei giornali, nei post Instagram e nei discorsi del vicino che dopo due tisane detox si sente già "sfiammato".

Ma, come spesso accade, dietro la parola c’è molto più di quanto sembri.
L’infiammazione cronica non è una malattia, ma un terreno biologico: una condizione silenziosa in cui il corpo resta in uno stato di “allerta costante”.
Un po’ come se l’allarme di casa restasse acceso giorno e notte: non succede nulla di immediato, ma dopo settimane il sistema inizia a surriscaldarsi.


Cos’è (davvero) l’infiammazione cronica

A differenza dell’infiammazione acuta — quella che ti fa gonfiare un ginocchio o salire la febbre quando serve — l’infiammazione cronica è più subdola e generalizzata.
Non ti blocca a letto, ma logora piano piano, perché i meccanismi di difesa restano accesi anche quando non servono più.

Le cause sono tante:

  • Tensione emotiva continua (il cervello non distingue tra un leone e un capo ufficio),

  • Postura e dolori ricorrenti,

  • Cattive abitudini alimentari,

  • Sonno insufficiente,

  • E, per chiudere il cerchio, poca attività fisica di qualità.

Il risultato è che il tuo “rubinetto dell’infiammazione” resta sempre un po’ aperto, e il corpo inizia a mandare segnali.


I sintomi più comuni (e sottovalutati)

Se ti riconosci in qualcuno di questi, è molto probabile che il tuo livello infiammatorio di base sia più alto del normale:

  • Stanchezza costante, anche dopo aver dormito abbastanza

  • Difficoltà di concentrazione, o sensazione di “nebbia mentale”

  • Umore instabile, ansia o irritabilità senza motivo apparente

  • Gonfiore addominale, digestione lenta, meteorismo

  • Dolori muscolari diffusi, anche senza sforzi particolari

  • Mani e piedi freddi, circolazione pigra

  • Sonno disturbato, risvegli notturni, sensazione di non recuperare

  • Pelle spenta, infiammazioni cutanee, gonfiori al viso o alle palpebre

Sono tutti sintomi comuni, ma non “normali”.
Sono il modo in cui il corpo dice: “sto accumulando troppa tensione, troppa fatica, troppa infiammazione”.


Come ridurre l’infiammazione (senza diventare monaci tibetani)

Il primo passo è abbassare la pressione di fondo su questo sistema.
Non serve stravolgere la vita, ma serve capire dove agire.

1. Movimento: sì, ma quello giusto

Camminare è ottimo per la circolazione, ma ha poco effetto sull’infiammazione.
Per avere un impatto reale servono stimoli che migliorino forza e controllo muscolare:

  • esercizi di rinforzo (anche a corpo libero),

  • esercizi posturali e di mobilità,

  • lavori brevi ma regolari che insegnino ai muscoli a essere attivi e “intelligenti”.

Una buona muscolatura è il miglior antinfiammatorio naturale: produce miochine, sostanze che spengono i processi infiammatori cronici.
Ecco perché il mio metodo Fitness Sicuro® è pensato esattamente in questa direzione.

2. Alimentazione: meno “stress”, più equilibrio

Non esistono cibi miracolosi, ma abitudini che cambiano tutto.
Mangiare in modo regolare, non eccedere con zuccheri e cibi fritti, e dare più spazio ad alimenti vegetali freschi riduce drasticamente il carico infiammatorio.
In particolare, aiutano molto gli alimenti a basso carico glicemico e con un profilo alcalino, che “spengono” i processi di acidificazione dei tessuti.

3. Recupero e gestione dello stress

Il sonno profondo è il momento in cui il corpo “ripara” e spegne le fiamme interne.
Troppa tensione mentale, invece, mantiene l’infiammazione accesa anche se tutto il resto è perfetto.
Bastano anche 10 minuti al giorno di decompressione vera — respiro, camminata lenta, o qualsiasi cosa ti faccia “scendere”.


Un aiuto mirato: DE-Flam

Oltre alle abitudini, esistono supporti nutraceutici seri, con prove scientifiche solide.
Uno di questi è DE-Flam, la formula che ho voluto creare proprio per chi vuole ridurre l’infiammazione cronica senza stressare lo stomaco.

DE-Flam combina tre elementi di alta qualità:

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    Studi clinici mostrano un −58% di dolore articolare e +400% di mobilità dopo 3 mesi (Belcaro et al., 2010).
    Agisce in profondità, senza bisogno di piperina, quindi è delicata su stomaco e intestino.

  • Boswellia serrata: agisce su un altro fronte dell’infiammazione, inibendo l’enzima 5-LOX, uno dei principali responsabili dei processi infiammatori cronici.
    È antidolorifica naturale, ma senza gli effetti collaterali dei FANS.
    In studi clinici, ha portato a remissione nell’82% dei casi di colite ulcerosa (Gupta et al., 1997 / 2001).

  • Vitamina E naturale: antiossidante che protegge le cellule dallo stress ossidativo, amplificando l’effetto anti-infiammatorio complessivo.

Il risultato è un integratore sinergico, sicuro e altamente biodisponibile, pensato per accompagnare il percorso di riequilibrio con attività fisica e alimentazione.

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