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Se qualcuno ti avesse detto, anche solo cinque anni fa, che la creatina poteva migliorare la memoria e la lucidità mentale, probabilmente avresti pensato a una di quelle trovate di marketing che girano sui social.

E invece, in questo momento, la creatina come "potenziatore cognitivo" è uno dei filoni di ricerca più caldi della neuroscienza. Non parliamo di articoletti su blog sconosciuti: parliamo di studi pubblicati su riviste scientifiche di primo livello, con un trend di pubblicazioni cresciuto del 118% solo nel 2024.

Vediamo perché, e soprattutto cosa c'entra tutto questo con chi ha superato i 40 anni e vuole semplicemente sentirsi bene.

 

Il tuo cervello è un divoratore di energia (e non gliene dai abbastanza)


Il cervello pesa circa un chilo e mezzo, più o meno il 2% del nostro peso corporeo. Eppure consuma il 20% di tutta l'energia che produciamo. È come avere in casa un elettrodomestico minuscolo che da solo ti fa lievitare la bolletta.

Per funzionare, il cervello ha bisogno di ATP, che è la "moneta energetica" delle nostre cellule. Ogni volta che ragioni, ricordi qualcosa, prendi una decisione o semplicemente mantieni l'attenzione su quello che stai leggendo, stai bruciando ATP a velocità impressionante.

Il problema? Le riserve di ATP nel cervello sono limitate e si esauriscono in fretta, soprattutto quando siamo sotto stress, dormiamo poco o affrontiamo giornate particolarmente intense.

Ed è proprio qui che entra in gioco la creatina.

La creatina agisce aumentando le scorte di fosfocreatina nel cervello, che è sostanzialmente il "generatore di emergenza" dell'ATP. Più fosfocreatina hai a disposizione, più velocemente il cervello riesce a rigenerare l'energia che consuma.

Tradotto in termini pratici: meno nebbia mentale, più velocità nel ragionare, più resistenza alla fatica cognitiva.

 

"Ma io la associo ai culturisti in canottiera"

Lo so, è il primo pensiero che viene. E fino a qualche anno fa era comprensibile.

La creatina è stata per decenni il "segreto di Pulcinella" del mondo del bodybuilding, usata per aumentare la forza e il volume muscolare. E lì funziona benissimo, sia chiaro (tanto meglio!).

Ma è un po' come se l'aspirina fosse stata usata per vent'anni solo per il mal di testa, e poi si fosse scoperto che protegge anche il cuore. Il fatto che sia nata in un contesto non toglie nulla a quello che la scienza ha scoperto dopo.

Le evidenze più recenti (2024-2025) mostrano che l'integrazione costante di creatina monoidrato migliora la memoria di lavoro e la velocità di processamento delle informazioni, riduce l'affaticamento mentale durante compiti stressanti e offre un supporto neuroprotettivo, contrastando lo stress ossidativo cerebrale.

E c'è di più: la ricerca della University of Kansas Medical Center sta esplorando il ruolo della creatina nelle malattie neurodegenerative. Non siamo ancora a conclusioni definitive, ma il fatto che centri di questo calibro ci stiano investendo risorse la dice lunga su quanto il potenziale sia considerato serio.

 

E per il corpo? Non dimentichiamolo

Mentre il cervello si prende la scena (giustamente), vale la pena ricordare che la creatina continua a fare egregiamente il suo lavoro "tradizionale".

Dopo i 35-40 anni perdiamo circa l'1-2% di massa muscolare all'anno, un processo che si chiama sarcopenia e che è silenzioso ma inesorabile. Non è un problema estetico: è la differenza tra salire le scale con leggerezza e arrivarci col fiato corto, tra alzarti dal divano senza pensarci e doverti dare la spinta con le braccia.

Uno studio del 2025 su Frontiers in Nutrition ha confermato che la creatina, abbinata anche a un minimo di attività fisica, porta a un incremento medio di circa 1,18 kg di massa magra in soggetti adulti e anziani. Può sembrare poco, ma a 50 o 60 anni un chilo di muscolo funzionale in più è un investimento enorme sulla qualità della vita.

Quindi sì: la creatina lavora contemporaneamente su cervello e muscoli, il che la rende probabilmente l'integratore con il miglior rapporto costi-benefici che esista oggi.

 

"Ma i reni?"

La domanda che arriva sempre, ed è giusto affrontarla.

La risposta della scienza moderna è molto chiara: in soggetti sani, l'assunzione di creatina monoidrato ai dosaggi raccomandati (3-5 grammi al giorno) non causa alcun danno renale o epatico, nemmeno nel lungo termine.

Il leggero innalzamento della creatinina che si può riscontrare nelle analisi del sangue è semplicemente il sottoprodotto normale della creatina, non un segnale di malfunzionamento. È come vedere più cenere nel camino e concludere che il camino è rotto: no, significa solo che hai acceso più fuoco.

 

Non tutte le creatine sono uguali (e il tuo intestino lo sa)

Se hai provato la creatina in passato e hai avuto gonfiore, fastidio allo stomaco o quella sgradevole sensazione di "sabbia nel bicchiere", il problema non era la creatina ma la sua granulometria.

La maggior parte dei prodotti in commercio ha una granulometria a 80 mesh: le particelle sono troppo grandi, non si sciolgono bene, e nell'intestino richiamano acqua causando crampi e gonfiore.

Creactive di Fit Solutions è micronizzata a 200 mesh: le particelle sono talmente fini che la polvere scompare letteralmente nell'acqua. Zero residui, zero effetto sabbia e, soprattutto, un assorbimento intestinale praticamente immediato che elimina i fastidi gastrici.

Disponibile al gusto limone (rinfrescante, perfetta come routine quotidiana) o nella versione neutra da aggiungere a qualsiasi bevanda.

 

Non solo la polvere: ti diamo anche il metodo

La creatina è il carburante, ma serve qualcuno che guidi la macchina. Per questo con l'acquisto di Creactive ricevi anche 40 giorni di accesso a Fitness Sicuro Club, la mia app di allenamento con centinaia di lezioni e programmi completi per migliorare mobilità, forza e resistenza.

L'abbinamento perfetto: la creatina mette cervello e muscoli nelle condizioni di funzionare al meglio, e gli allenamenti ti dicono esattamente come sfruttare quel potenziale.

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